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Toni Capuozzo

Marò Eterni indagati. Ingiustizia e vergogna

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Toni Capuozzo

05 Ottobre 2015

RistoBiFi di Casalmaggiore

 

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Forse il vero segreto, nella vergognosa storia dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è inconfessabile: forse neanche noi italiani crediamo alla loro innocenza. Non si spiega altrimenti la assoluta solitudine in cui li abbiamo confinati, le ingiustizie che lasciamo loro subire, i tre anni e mezzo da eterni indagati che stiamo loro infliggendo. E, peggio di noi semplici cittadini, non ci credono le istituzioni, italiane ed internazionali: non sono bastati 3 governi (Monti, Letta, Renzi) per dirimere una questione che ha dell'assurdo, che accusa di omicidio due connazionali senza uno straccio di prova inconfutabile. A raccontarlo, in una affollatissima conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, è stato lunedì 5 ottobre il giornalista Toni Capuozzo, conduttore di Terra! su Retequattro. Capuozzo lo ha conosciuto Latorre: gli ha fatto da scorta durante il suo viaggio a Kabul e in quel viaggio "ho visto in lui un militare prudente, coscienzioso, in grado di affrontare tutte le difficoltà e i problemi: non ho mai potuto pensare che fosse capace di sparare all'impazzata su un peschereccio".  E allora Capuozzo si è messo a indagare, a mettere insieme tasselli, a scoperchiare misteri che fanno indignare: li ha riassunti nel volume da poco edito da Mursia "Il segreto dei marò", li ha snocciolati davanti ai rotariani con tutta la sua capacità dialettica e il suo fare pacato. Ha parlato delle prove balistiche che cambiano da un giorno all'altro, di incongruenze temporali, di comodità diplomatiche nell'incolpare due vite innocenti per coprire ben altre magagne, di prove inesistenti che non li possano inchiodare come colpevoli, di un'Italia che si fa prendere a schiaffi dalla comunità internazionale e che si cala le braghe davanti all'India per non perdere commesse commerciali. Faciloneria, approssimazione, forse connivenza anche, se si pensa che chi ha avuto a che fare con il caso dei marò ha fatto una rapida carriera, quasi un premio al loro silenzio, per aver accettato la supremazia della politica e della economia al valore di due militari italiani. Sul valore della bandiera iltaliana e della divisa ("stretta di collo e di testa") aveva riflettuto in apertura di serata anche il presidente del RC Casalmaggiore Viadana Sabbioneta Massimo Mori, che sedeva al tavolo dei relatori insieme a Capuozzo, Mario Fazzi, Mauro Acquaroni ed Ermes Galli. Tra i soci in sala anche Pietro Sganzerla, Francesco Meneghetti e Romina Stringhini, Antonio Morini, Roberto Marchini, in rappresentanza dei vari Club del territorio, e tanti giovani del Rotaract. 

 

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